Skip to Content

Rohini

 

Mi chiamo Rohini e la mia ricerca è cominciata in giovanissima età. A 6 anni partecipavo già a delle sedute nelle quali una Channeler, carissima amica di famiglia, si rendeva strumento di connessione tra un’elevata entità chiamata Dario e noi presenti. Io naturalmente non potevo ancora comprendere nulla, anche se le parole penetravano e cominciavano a lavorare lo stesso in qualche maniera. Diciamo che mi è servito molto per familiarizzare con le energie e con i fenomeni paranormali che erano all’ordine del giorno (il telefono squillava e la cornetta si alzava da sola, le luci si accendevano senza toccare gli interruttori, ecc). Le risposte del maestro Dario hanno preparato la mia mente di bimba che cresceva.

 

A 11 anni feci il primo viaggio in India con mia madre e un gruppo di amici all’ashram (eremitaggio) di Sathya Sai Baba. Fu subito una forte attrazione per quel luogo e per quel maestro. Ricordo di essermi sempre alzata alle 3 di mattina piena di entusiasmo. Il solo pensiero di andare al Darshan (visione di un essere elevato), poter vedere il Maestro e sentire l’energia che emanava dalla sua figura, mi faceva sprizzare di gioia. Ho cominciato già in quell’occasione ad avere la fortuna di poter entrare nella sua stanza dei ricevimenti e quindi di vederlo da vicino e testimoniare le sue materializzazioni e i suoi discorsi carichi di verità e di saggezza.

Ricordo le parole decise che dissi a mia madre il giorno della partenza: “Se non mi prometti di farmi tornare ancora, io resto qui!”. La purezza dei bambini è come una calamita che attrae energie, luoghi e persone pure..

 

A 14 anni un altro viaggio in India e a 15 ho iniziato la meditazione trascendentale e un percorso di pratiche spirituali che mi ha accompagnata per 15 anni. Trascorrevo quasi tutti i fine settimana in un ritiro sui colli umbri meditando, cantando canti devozionali indiani, studiando sacre scritture della tradizione orientale e recitando mantra. Le mie vacanze si consumavano solo in luoghi sacri in India come l’ashram di Sai Baba o Arunachala (sacra collina nel sud, in prossimità dell’ashram di Ramana Maharshi). I momenti di profonda beatitudine ed elevata energia si alternavano con altri più cupi e quasi privi di significato. In realtà, per rimuovere le sporco, anche quello interiore, è necessario che esso venga prima in superficie e poi è possibile lasciarlo andare. Non può esistere il bene senza il male, non si può vedere la luce se non esiste il buio.. Ecco che i momenti oscuri acquisiscono un diverso significato.

Non mi sentivo a mio agio nella vita “del mondo” e , per quanto potevo, cercavo di evitare qualsiasi contatto con persone che non facessero il mio stesso cammino. Era certamente una questione di interessi, ma ho capito che stavo anche evitando qualcosa per paura mi portasse fuori dal cammino. Senza accorgermene, stavo così giudicando le persone all’“esterno” ritenendole inferiori a me.

Davo restrizioni al mio corpo e alla mia mente che poi si tramutavano in eccessi dal lato opposto. C’era un evidente squilibrio in me stessa. Capita spesso che gli spiritualisti rifiutino il mondo o qualcosa di attinente alla vita sensoriale. Grazie all’esperienza ho compreso che in realtà non c’è nulla che ci allontani dal cammino, se non per il valore che noi diamo a quella cosa. Tutto a questo mondo è una manifestazione del Divino. Se si pensa che il proprio lavoro sia un servizio a Dio, che l’amore per la propria famiglia e per l’umanità sia l’amore per Dio e che gli svaghi che ci concediamo siano altri modi che Dio ci ha dato per gioire della felicità che in noi dimora, non c’è nulla che ci possa far sentire lontani da Lui o che sia di ostacolo alla nostra comunione con Lui. 

E’ sicuramente positivo e necessario sperimentare un’immersione totale nella spiritualità, perché essa risveglia in noi i massimi potenziali e ci permette di capire la grande forza di cui siamo dotati; essa si manifesta anche come superiorità o controllo della mente e della volontà sul corpo e sulla materia. Una volta compreso e verificato questo, è più difficile “ricadere”, anche perché i propri interessi mutano e il desiderio di circondarsi di luoghi e persone di un certo tipo di energia si rende spontaneamente vitale. Allo stesso tempo è possibile interagire con persone di energia inferiore senza farsi “abbassare” e anzi, si può essere loro di aiuto semplicemente con la propria presenza.

 

 

Negli anni, nei miei numerosi viaggi in India, ho incontrato diversi maestri e visitato svariati luoghi sacri: Sathya Sai Baba, Mata Amritananda Mayi, Sri Sri Ravi Shankar, l’ashram di Ramana Maharshi a Tiruvannamalai (dove risiede Arunachala), l’Anandashram (eremitaggio di swami Ramdas e madre Krishnabai nel Kerala), Auroville (ashram di Aurobindo e la Mère), il sacro fiume Gange nella città di Varanasi, e alcuni altri.

Ho letto anche molti libri di grandi maestri come Yogananda, Ramakrishna, Muktananda, Niasargadatta Maharaji, Krishnamurti, Osho, Platone, Plotino e Spinoza.  Ogni maestro dà il proprio messaggio e porta ad un particolare approccio alla Verità. La bellezza sta nel constatare che il punto di arrivo di ciascuno è lo stesso!

Come disse nella Bhagavad Gita (testo sacro, parte del poema epico il Mahabharata) il Signore Krishna ad Arjuna, suo amato discepolo. “In qualunque modo gli uomini si avvicinino a Me, Io li accetto; qualunque cammino essi possano scegliere, alla fine conduce a Me, o Arjuna”.

 
 
 
 
 

Rohini ha recentemente inciso un CD di Bhajans : Madhura Bhakti, che è ordinabile via mail presso indiasegreta@yahoo.it , alcuni brani del CD sono presenti nei Filmati 16 e 17  de Il Viaggio in India e ne Il Regno delle due Sicilie 3 : 

 
 

 

 

www.ildiariodiviaggio.it

 

Andrea