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Maya, l' Illusione

 

  

"Maya, l'illusione del mondo, si manifesta all'uomo [..] come 'non conoscenza', ignoranza, illusione. Maya non potrà mai essere sconfitta affidandosi a convinzioni o ad analisi intellettuali, ma solo raggiungendo lo stato interiore del nirbikalpa samadhi. I Profeti dell' Antico Testamento e i veggenti di ogni paese ed epoca hanno fatto le loro rivelazioni mentre erano in questo stato di coscienza ."  Paramahansa Yogananda, da Autobiografia di uno Yoga

 

Il glossario alla Bhagavad-Gita tradotta dallo Swami Prabhupada, riporta : 

Maya : Energia illusoria del Signore. Sotto il suo influsso, l'anima condizionata [non libera] crede di essere il controllore della creazione, il proprietario e il beneficiario supremo. Identificandosi con l'energia materiale, cioè col corpo (coi sensi), con la mente e con l'intelligenza materiale, l'anima dimentica la relazione eterna che la unisce a Dio e, condizionata da questa energia, si lancia alla ricerca dei piaceri di questo mondo e s'incatena sempre piu' al ciclo di nascite e morti. 

 

Sembrano un po' fissati questi Indiani con il Karma e il ciclo di rinascita e morte, così come i Cristiani con la questione del peccato , eppure, la sublimazione dall'attaccamento a Maya (l' illusione) - che entrambe queste religioni paventano - , è la strada verso il Sè, verso l' Infinito . Quella che appare una fissazione, è in verità il consiglio principe per la conoscenza dell'intelleggibile. Se si desidera entrare nella dimensione della vera esistenza, bisogna staccarsi da ciò che è meno del riflesso di essa . 

Non può non venire in mente il Mito della Caverna di Platone, sembra spiegare tutto; ve lo riporto (fonte wikipedia) :

 

Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dall'infanzia, nelle profondità di una caverna. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare il muro dinanzi a loro.

Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri sia stato acceso un enorme fuoco e che, tra il fuoco ed i prigionieri, corra una strada rialzata. Lungo questa strada sia stato eretto un muricciolo, lungo il quale alcuni uomini portano forme di vari oggetti, animali, piante e persone. Le forme proietterebbero la propria ombra sul muro e questo attrarrebbe l'attenzione dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che trasportano queste forme parlasse, si formerebbe nella caverna un'eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dalle ombre che vedono passare sul muro.

Mentre un personaggio esterno avrebbe un'idea completa della situazione, i prigionieri, non conoscendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (si ricordi che sono incatenati fin dall'infanzia), sarebbero portati ad interpretare le ombre "parlanti" come oggetti, animali, piante e persone reali.

Si supponga che un prigioniero venga liberato dalle catene e sia costretto a rimanere in piedi, con la faccia rivolta verso l'uscita della caverna: in primo luogo, i suoi occhi sarebbero abbagliati dalla luce del fuoco ed egli proverebbe dolore. Inoltre, le forme portate dagli uomini lungo il muretto gli sembrerebbero meno reali delle ombre alle quali è abituato; persino se gli fossero mostrati quegli oggetti e gli fosse indicata la fonte di luce, il prigioniero rimarrebbe comunque dubbioso e, soffrendo nel fissare il fuoco, preferirebbe volgersi verso le ombre.

Allo stesso modo, se il malcapitato fosse costretto ad uscire dalla caverna e venisse esposto alla diretta luce del sole, rimarrebbe accecato e non riuscirebbe a vedere alcunché. Il prigioniero si troverebbe sicuramente a disagio e s'irriterebbe per essere stato trascinato a viva forza in quel luogo.

Volendo abituarsi alla nuova situazione, il prigioniero riuscirebbe inizialmente a distinguere soltanto le ombre delle persone e le loro immagini riflesse nell'acqua; solo con il passare del tempo potrebbe sostenere la luce e guardare gli oggetti stessi. Successivamente, egli potrebbe, di notte, volgere lo sguardo al cielo, ammirando i corpi celesti con maggior facilità che di giorno. Infine, il prigioniero liberato sarebbe capace di vedere il sole stesso, invece che il suo riflesso nell'acqua, e capirebbe che:

  « è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile e ad essere causa, in certo modo, di tutto quello che egli e suoi compagni vedevano. »
 
Platone, la Repubblica  libro VII, 516 c - d

Resosi conto della situazione, egli vorrebbe senza dubbio tornare nella caverna e liberare i suoi compagni, essendo felice del cambiamento e provando per loro un senso di pietà: il problema, però, sarebbe proprio quello di convincere gli altri prigionieri ad essere liberati. Infatti, dovendo riabituare gli occhi all'ombra, dovrebbe passare del tempo prima che il prigioniero liberato possa vedere distintamente anche nel fondo della caverna; durante questo periodo, molto probabilmente egli sarebbe oggetto di riso da parte dei prigionieri, in quanto sarebbe tornato dall'ascesa con "gli occhi rovinati". Inoltre, questa sua temporanea inabilità influirebbe negativamente sulla sua opera di convincimento ed, anzi, potrebbe spingere gli altri prigionieri ad ucciderlo, se tentasse di liberarli e portarli verso la luce, in quanto, a loro dire, non varrebbe la pena di subire il dolore dell'accecamento e la fatica della salita per andare ad ammirare le cose da lui descritte.

 

Platone fu davvero un grande Maestro .

 

Vi do un paradosso per aiutarvi a fare una certa considerazione, ma prima ritornate con il pensiero per un istante al filmato del finale di Man in Black che ho posto in L'ABC . Bene . Pensate questo ora : 

  

Avete in mente come intendiamo un Atomo ? Un nucleo attorno il quale orbitano degli elettroni ? Immaginate , essendo la percezione del tempo "relativa",  un tempo terrestre rallentato infinitamente e pensate per un attimo che il nostro sistema solare sia un atomo di una particella di una molecola di una goccia d'acqua in un gigantesco Mondo Fisico Superiore . Cioè?  Cioè che quello che per noi appare come il tempo che la terra impiega nel percorrere l'orbita terrestre (ovvero 365 giorni), sia in verità una milionesima frazione di unistante se considerato da un osservatore esterno in un Mondo esterno gigantesco al di fuori di noi  e in un mondo rispetto al nostro rallentato infinitamente . Pensate che per quell'osservatore esterno lil sistema solare sia un (nostro) atomo e lo spazio vuoto tra il sole, e i pianeti, appaia come materia solida . Riuscite ad immaginarvi questo ? E' strano no, appunto è un paradosso .  Ora immaginatevi che dentro ogni atomo di materia sulla terra vi sia una specie di sole pianeti (elettroni), che siano abitati, e che abbiano una percezione temporale diversa dalla nostra, ovvero l'orbita di un elettrone, che per noi è un milionesimo di secondo, lì appaia come i nostri 365 giorni . Non dico che sia così, eppure dico che potrebbe essere così e noi non potremmo scoprirlo mai.  

Questo cosa indica?  Inidica molto, ovvero che l' infinitamente grande è come l'infitiamente piccolo ? E che la realtà è evidentemente un'illusione. Non esattamente alchimia da tavola Smeraldina, ma un paradosso per indurci ad aprire le menti oltre ciò che ci appare reale .  Ed altra domanda : Gesù è andato anche in quei mondi ? Si è fatto "carne" anche lì? Perchè non siamo soli nell' Universo, lo sapete no? E le altre civiltà hanno avuto un Messia? 

C'è un'altra cosa da suggerire: se avete prestato attenzione alle pagine precedenti, farà parte ormai della vostra percezione attuale che l'illusione ha però "degli errori" [proprio come nel film Matrix] , errori che piu' si è sensitivi e piu' si colgono ma anche tracce visibili del "costruttore" , dell' ideatore di questa realtà illusoria: Dio . Credo che non casualmente i Massoni lo indichino come il Grande Architetto :

Se è vero che quello che sta in Alto è come quello che sta in Basso, noi notiamo come , in senso quantico e frattale, vi sia un Ordine Cosmico posto da una "idea" , da una Mente Suprema , su ciò non ci si può ingannare: l' Universo non è un sistema caotico entropico, ma un sistema che segue un ordine ed è ben organizzato . 

 

 

 

   

Tuttavia questa ottima organizzazione, questa matrice geometrica ben visibile e riscontrabile, non deve convincerci che tutto questo sia REALE, ma solo che tutto questo sia ordinato da una Mente Divina .  

Provate a descrivere il suono degli ultrasuoni che i cani prcepiscono e noi no, provate a spiegare a un non udente cosa sia il suono o a un non vedente cosa sia la vista !

Immaginate che esistano delle "antenne", che noi chiamiamo orecchie con le quali riusciamo a percepire le vibrazioni (sonore) del mondo esterno, provate ad immaginare che vi siano delle "antenne" che noi chiamiamo occhi, con cui percepire le vibrazioni (frequenze della Luce) delle immagini . 

Immaginate vi siano delle antenne, che noi chiamiamo midollo spinale e cervello e che siano una specie di "parabola per il satellite" con cui percepire, se impariamo ad usarle, qualcosa di speciale : qualcosa che usualmente non vediamo e  non sentiamo ... e mentre tutti non ricevono segnale da questa "parabola satellitare" umana, alcuni invece sì, costantemente e perfino senza entrare in meditazione !

Attraverso il sovrasenso si espande la consapevolezza e la conoscenza al di là della empiricità materiale poichè illusoria è la realtà .  Vediamo i segni del creatore e vediamo i segni delle altre dimensioni, vediamo cosa ci trattiene nelle percezioni e vediamo cosa invece aumenta la nostra visuale . Non v'è dubbio sull'ambiguità della realtà e non v'è dubbio che vada trascesa . Lungo il Viaggio vedremo ed approfondiremo sul come disporci a fare questo  . 

Dio non è lontano, non è altrove, è l'illusione che ce lo fa vedere lontano ma se faremo questo Viaggio, lo troveremo  sempre piu' vicino fino parlarci in ogni istante: totalmente dentro di noi, totalmente intorno a noi, .