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Il Non Attaccamento

 

 

 

 

"Piu' una persona è evoluta e piu' è in grado di staccarsi dai sensi e dalla materia ..."

                                                                                                           
                                                                                                             Andrea
 
 

C'è chi si dispera perché perde un amico, gli amici o la fidanzata o il lavoro ... ma se non si perde qualcosa di vecchio che vincola le nostre vibrazioni a dimensioni meno evolute, come può entrare nella nostra vita qualcosa di migliore ? E' la lezione del NON-ATTACCAMENTO, che è poi fondamentale perchè si manifestino le Leggi dell'Universo. Se vivo nel non attaccamento, tutto è piu' fluido ed è l'unico modo in cui possa  entrare nella mia vita ciò di cui ho davvero bisogno ed andarsene ciò che non mi è piu' utile dal punto di vista evolutivo (o di esperienza per la mia Anima). Non bisogna attaccarsi alla comodità della consolazione, dell'illusione, degli affetti che colmino bisogni (o vuoti) interiori da risolvere altrove .

 

"Tutti sono assetati di pace, ma poche persone si rendono conto che non è possibile trovare la pace finché l'anima interiore non è colma della presenza di Dio. Ricchezza e gloria, la donna, i bambini non possono dare la pace perchè tutti gli oggetti materiali si trasformano rapidamente quanto il giorno e la notte.  Aspirate alle virtù che assicurano all'anima grazia e vitalità e contenete giudiziosamente tutti i vostri appetiti materiali. Queste virtù  vi faranno ritrovare Dio, quel Dio che è sempre presente in tutt le fibre del vostro corpo e che tuttavia preferisce rimanere nascosto . Quando, attraverso esercizi appropriati ed assidui, l'oscurità  della vostra anima si sarà eclissata, Dio si rivelerà e sarà la pace assoluta . "  

Ananda Moy Ma da alle fonti della Gioia .

 

Bisogna decidere di non mentire a se stessi ... solo chi mente a se stesso (e dietro c'è sempre una qualche ragione) riesce a farsi - puntualmente - abbindolare dall'esterno! Proprio l' Ego ha voglia di essere amato, apprezzato, adorato, applaudito, compreso ed invece la soluzione è nel non attaccamento a tutto ciò; sembra strano che proprio quei rari esseri che hanno sviluppato il non attaccamento, fossero poi in grado di vivere un Amore incondizionato; il fatto è che c'è chi scambia l'amore per una "pulsione" ricambiata (entro certi limiti e per un piu' o meno breve lasso di tempo) ... 

Voler colmare il proprio vuoto interiore con la bellezza, la ricchezza o la semplice presenza altrui è un'operazione dai risultati poco felici e soddisfacenti: chi affida all'esterno la realizzazione di sè (o dei propri bisogni) sta già muovendo male il primo passo e può finire solo nell'inguaiarsi; anche in un amore corrisposto e ricambiato realizzare se stessi all'interno del proprio ruolo nella coppia è deficere .

Lo dicevo spesso nel mio studio, soprattutto alle signore : "Non sei solo moglie/fidanzata, madre, figlia etcetc. : devi astrarti da questi ruoli! Questi sono solo ruoli che la tua anima viene a giocare qui, ma non puoi identificarti con questo teatrino perchè non sei questo teatrino, la guarigione e la soluzione di ogni infelicità sta nell'astrarti da questo teatrino che sembra imprescindibile ma che non ti appaga totalmente e anzi, crea continui conflitti interiori proprio perchè rimangono aspetti inappagabili ."

Il non-attaccamento non è egoismo, è il non affidare ad altri o ad altro la speranza della nostra felicità, poichè è tutto  in noi , raggiungibile attraverso noi solo se non rimaniamo ancorati alle persone e alle cose . 

 

Ma come si può, ci si chiederà amare senza attaccamento ? Senza la passione, la gelosia, il fuoco e le fiamme degli ardori tra amanti ? Non solo si può, ma si dovrebbe!  Il romanticismo è stato un grandissimo inganno : il giovane Werther che si suicida per amore è assolutamente una follia, non un eroismo [pensate alla scia di suicidi che è seguita dopo la pubblicazione del Romanzo di Goethe!]. Il romanticismo è una idealizzazione e va vissuta come tale, nella vita comune è assurdo . Un Indiano non può capire qualcosa di così insensato (anche se forse potrebbe capire meglio di noi l'idealizzazione di Beatrice in Dante !).

 

Vi riporto una conversazione di Yogananda che , confesso, ho trovato in rete . per ora non riesco a recuperarne la fonte -, mi pare di ricordare sia Swami Kryananada ad averla raccolta  .

«"Se non ho desideri", chiede un membro della congregazione, "non perderò ogni motivazione divenendo una sorta di automa?"
"Molti se lo immaginano", rispose Yogananda.
"Pensano di non avere più interesse alla vita. Ma non è affatto quello che avviene. Anzi, troverai la vita infinitamente più interessante.
"Considera l'aspetto negativo del desiderio. Ti mantiene sempre timoroso. Pensi: "E se succedesse questo? E se questo non succede?". Vivi in uno stato di ansietà per il futuro e di rammarico per il passato.
"Il non attaccamento, d'altra parte, ti aiuta a vivere continuamente in uno stato di intima libertà e felicità. Quando puoi essere felice nel presente, sei con Dio.
"La mancanza di desiderio non ti toglie la motivazione. Tutt'altro! Più si vive in Dio, più profonda è la gioia che si prova nel servirLo"». 

 

Cristina, un'Indaco meravigliosa, poco tempo fa mi ha fatto fare pace con la Volpe del Piccolo Principe che ritenevo davvero poco ispirata e poco incline a comprendere il non attaccamento:

Mi è stato spiegato  che la Volpe aveva un suo modo di "prenderla alla larga" prima di insegnare al Piccolo Principe che :"Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi" . Vi riporto ciò che Cristina mi inviò :

"  [...]

Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l' ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E' vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".

[...]

Questa, prima dell'addio vero in cui la volpe spiega quello che abbiamo citato ieri, è la vera prova del non-attaccamento e del creare dei legami (o connessioni se vogliamo!).
E' vero, dice, che un po' soffrirò, è vero che piangerò, ma non è questo il punto. Questo è poca cosa (la mia sofferenza) se abbiamo raggiunto un ideale più alto: quello che io provo quando vedo il colore del grano anche se la persona non la "possiedo" più e quello che io ho insegnato a te, piccolo principe. Dunque insegna il non-attaccamento attraverso l'attaccamento e la RINUNCIA all'attaccamento. Difatti non lo supplica di restare o di non essere abbandonata da lui che lei ama sopra tutti. Perchè è più importante "non si vede bene che col cuore". 

Lietissima di aver riabilitato la volpe. "
 
 
 
Vi lascio con una storia Zen : 
 
Zengetsu, un maestro cinese della dinastia T'ang, scrisse per i suoi allievi i seguenti consigli: Vivere nel mondo e tuttavia non stringere legami con la polvere del mondo é la linea di condotta di un vero studente di Zen. Quando assisti alla buona azione di un altro, esortati a seguire il suo esempio. Nell'aver notizia dell'errore di un altro, raccomandati di non imitarlo. Anche da solo in una stanza buia comportati come se avessi di fronte un nobile ospite. Esprimi i tuoi sentimenti, ma non diventare più espansivo di quanto la tua vera natura ti detti. La povertà è il tuo tesoro. Non barattarla mai con una vita agiata. Una persona può sembrare sciocca e tuttavia non esserlo. Può darsi che stia solo proteggendo con cura il suo discernimento. Le virtù sonno i frutti dell'autodisciplina e non cadono dal cielo da sole come la pioggia o la neve. La modestia é il fondamento di tutte le virtù. Lascia che i tuoi vicini ti scoprano prima che tu ti sia rivelato. Un cuore nobile non si mette mai in mostra. Le sue parole sono come gemme preziose, sfoggiate raramente e di grande valore. Per uno studente sincero, ogni giorno é un giorno fortunato. Il tempo passa ma lui non resta mai indietro. Né la gloria né l'infamia possono commuoverlo. Critica te stesso, non criticare mai gli altri. Non discutere di ciò che é giusto e di ciò che é sbagliato. Alcune cose, benché giuste, furono considerate sbagliate per intere generazioni. Poiché é possibile che il valore del giusto sia riconosciuto dopo molti secoli, non c'è alcun bisogno di pretendere un riconoscimento immediato. Vivi con un fine e lascia i risultati alla grande legge dell'universo. Trascorri ogni giorno in serena contemplazione.