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I pensieri ricorrenti , di Mons. C.W. Leadbeater, il vescovo sensitivo da "Il lato nascosto delle cose"
I pensieri ricorrenti
"La tendenza dei nostri pensieri a ripetersi e a intensificarsi dà luogo a fenomeni curiosi, ed è utile sorvegliarla, perchè può agire in bene, ma anche in male. Chi non sta in guardia, può facilmente essere tratto senza avvedersene ad atteggiamenti errati e spiacevoli, mentre d'altra parte chi comprende il potere e l'importanza dei pensieri ricorrenti, può utilizzarli per migliorare il proprio carattere.
Accade per esempio talvolta di formulare un sospetto infondato, forse anche un sospetto indegno, che può tosto solidificarsi e diventare un pregiudizio, non perchè vi sia alcun fatto concreto, ma solo perchè il pensiero è frequentemente ripetuto. Spesso assumiamo senza ragione plausibile una certa attitudine verso una persona o una cosa, e quindi, solo per il fatto che la abbiamo assunta, vi persistiamo; e pur avendo coscienza che non si tratta d'altro che di un leggero sospetto, per il solo fatto di averci pensato molte volte finiamo per credere che sia ben fondato e lo prendiamo per base dei nostri ragionamenti, come se si trattasse veramente di un fatto. In questo modo nascono spesso pregiudizi, e come abbaimo già spiegato, i pregiudizi sono fatali al progresso.
Questa reazione delle forme-pensiero tende inoltre a originare in noi certe qualità. Piu' di un individuo ha cominciato coll'essere saviamente guardingo circa il modo con cui spendeva il suo denaro; ma i pensieri pieni di ansietà che ha avuto per cercare di scoprire il miglior modo di fare economia, hanno influito ripetutamente su di lui fino a divenite l'idea dominante della sua mente, finchè hanno generato in lui l'avarizia.
E' necessario in questi casi stare in guardia, osservare con cura i pensieri e i sentimenti che sorgono entro di noi onde distinguere quelli che provengono dall'alto, dall'ego, da quelli che provengono da livelli piu' bassi"
da "Il lato nascosto delle cose" Mons. C.W. Leadbeater
Abbiamo già citato Leadbeater per il prezioso e ben realizzato "la scienza dei sacramenti", questa volta approfittiamo di una riflessione diversa ed altrettanto valida : Non bisogna essere "mentali" !
Quando si scatena in noi quel meccanismo che aggancia la nostra mente ad un pensiero persistente dobbiamo per prima cosa accorgerci dell'anomalia e poi "guarire", "curare" il problema ... bisogna lasciare andare, abbandonarsi, portare Luce ed Amore lì dove piu' si soffre, lì dove piu' si ha paura, lì dove piu' ci si adira o piu' si invidia etc. Nel nostro cuore siamo in grado di accorgerci che certi pensieri che tanto si accaniscono non sono parte di noi ma sono qualcosa d'altro e di certo non sono espressione della nostra piu' nobile parte ... forse sono ispirati dall'ego, forse da un antico impianto/dolore, forse da qualche cosa di oscuro che non abbiamo ancora eliminato, forse perfino da una entità ... E' molto interessante come il capitolo successivo a "i pensieri ricorrenti" nel libro di Leadbeater sia "il delirio" ! Appunto, queste energie basse hanno tanta forza o persistenza da condurci ad un piu' o meno rilevabile deliro interiore ... L'ho già detto piu' volte : ciò che non risplende, non è Luce ! Ciò in noi che non è Amore, non è Luce cioè non è espressione del nostro SE', della nostra coscienza IO SONO, dell'Anima immortale: dobbiamo quindi adoprarci affinché questo qualcosa di non luminoso venga sublimato, curato, guarito, espulso ...
Sai Baba lo spiegava molto bene : gli altri sono un mezzo per farci vedere quali siano i nostri lati difficili, deboli, per questo motivo spesso le altre persone ci mettono in crisi, proprio perchè la crisi è quello sprone per migliorare certi lati meno luminosi di noi o farci notare che in effetti abbiamo un "impianto" addosso : non bisogna odiare gli altri quando ci mettono "in crisi", dobbiamo avere il coraggio di lavorare su noi stessi, con Amore e cioè non bisognerebbe alimentare la mente con i pensieri ripetitivi e poco luminosi indirizzati verso chi sta compiendo parte del suo Viaggio con noi ...
Cosa dice sottovoce in Verdi, nel libretto di Boito, Jago per instillare in Otello dei pensieri ossessivi sulla gelosia?
"Temete , signor, la gelosia! è un idra fosca, livida, cieca, col suo veleno se stessa attosca, vivida piaga le squarcia il seno"
e così, Otello, avvelenato da soli pensieri ucciderà l'innocente e pura Desdemona ... La gelosia se stessa attosca, ovvero se stessa avvelena, proprio come ogni pensieri ripetitivo .
Quando i pensieri tornano e ritornano è difficile meditare, è difficile stare in pace, è difficile dormire ... è difficile ascoltare il cuore, è difficile essere felici MA come uscirne ? Volendolo innanzi tutto ! La preghiera è un valido aiuto : si inchioda la mente alla ripetizione delle preci o dei mantra e nel frattempo si sale di stato vibratorio così ci si allontana da quelle energie basse ... per coloro i quali hanno questa mala attitudine spiccata, nel mio studio, consigliavo sempre il White Chestnut dei fiori di Bach e questo fiore - insieme ad altri - aiutava a concretizzare piu' velocemente i primi risultati e la risoluzione .
Temete , signori, la gelosia e tutti gli altri pensieri ripetitivi !
Buon lavoro di Luce ... cerchiamo tutti di essere sempre piu' di cuore e sempre meno "di mente" e - secondo la benedizione gnostica - che la Luce discenda per sempre nei nostri cuori .
Andrea
